TEAL

Documento di riferimento: Cinganotto, L., Panzavolta, S. et al. (a cura di), “Avanguardie educative”. Linee guida per l’implementazione dell’idea “TEAL (Tecnologie per l’apprendimento attivo)”, versione 1.0 [2015-2016], Indire, Firenze 2016.
Che cos’è? TEAL, acronimo di Technology-Enhanced Active Learning,recepisce le indicazioni della legge n. 107 sulla Buona Scuola e, in particolare, del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) che è il documento di indirizzo del MIUR per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.
Si tratta,infatti, di una metodologia che unisce lezioni frontali, simulazioni e attività laboratoriali con i linguaggi digitali/multimediali e l’impiego di device di vario tipo, per un’esperienza di apprendimento ricca e basata sulla collaborazione e la partecipazione attiva degli studenti.
Gli elementi che caratterizzano la metodologia sono il il problem posing,il cooperative learning e il problem solving per l’acquisizione di competenze trasversali (life skill), che preparano i giovani alla vita adulta e al mondo del lavoro, rendendoli cittadini più informati, autonomi e responsabili.
Da quanto tempo è adottata dal Liceo Mangino? Il Liceo “Mons. B. Mangino”, dall’anno scolastico 2018/2019, attraverso l’adesione alle idee del Movimento delle Avanguardie Educative dell’INDIRE, sta sperimentando la metodologia del TEAL, come attività curriculare, per la sua indubbia valenza didattico-formativa nel percorso scolastico degli allievi.
Docenti che sperimentano l’idea: Romano Piera, Loreto Margherita Maria Vittoria, Novi Antonietta, Longobardi Carmen.
Sono in corso i consigli di classe da cui emergeranno le adesioni per l’a.s. in corso

In allegato, un esempio di progettazione sperimentata nella nostra scuolaPer le altre progettazioni, ogni docente in servizio presso il nostro Liceo, può accedere alla cartella condivisa di Google Drive, dedicata alle progettazioni didattiche di AE

Progettazioni AE 

In cosa consiste? Gli studenti sono suddivisi in gruppi , il docente introduce l’argomento oggetto di studio con domande, esercizi, rappresentazioni grafiche o per mezzo di immagini e video. Ogni gruppo lavorerà sul tema dato in maniera collaborativa e attiva con l’ausilio di device per selezionare e raccogliere informazioni e dati ed effettuare esperimenti e verifiche. I risultati emersi dal lavoro assegnato saranno infine illustrati da ciascun gruppo al resto della classe.

Quali sono i suoi vantaggi?
La metodologia TEAL:
-stimola l’apprendimento attivo e promuove l’uso ‘ragionato’ delle ICT in classe;
– favorisce una didattica inclusiva con il coinvolgimento diretto degli studenti incoraggiati a collaborare per giungere alla risoluzione di problemi;
-incentiva l’osservazione dei fenomeni e sviluppa la capacità di descriverli e spiegarli,tramite un’approccio investigativo e laboratoriale;
– consente il miglioramento delle interazioni educative in aula privilegiando la discussione tra pari, le le attività di tutoring del docente come pure degli studenti più esperti ;
-promuove lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, la loro autonomia e capacità di lavorare con gli altri (soft skill)
La metodologia si rivela ,inoltre, un efficace strumento per contrastare il calo di interesse da parte degli studenti registrato negli ultimi anni riguardo le discipline STEM: un fenomeno preoccupante non solo per lo sviluppo delle potenzialità cognitive dei giovani ,ma anche perché potrebbe avere ripercussioni negative per i cittadini di domani circa la qualità della ricerca, rivelare una loro scarsa professionalità in ambiti tecnologici e scientifici, tradursi nell’incapacità di accogliere le sfide di una società in perenne movimento .
Dove e quando nasce? Il TEAL, acronimo di Technology-Enhanced Active Learning, è una metodologia sviluppata e adottata dal MIT («Massachusetts Institute of Technology») di Boston per l’insegnamento in ambito universitario delle discipline scientifiche.La diffusione di questa metodologia innovativa inizia negli anni 70 e 80 del secolo scorso in particolare nell’insegnamento della Fisica al MIT come risposta a problemi di rendimento scolastico degli studenti e drop-out dai corsi.
Orizzonti di riferimento del manifesto delle avanguardie educative?
2) Sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare
3) Creare nuovi spazi per l’apprendimento